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Che vadano dal medico, non in pasticceria!

Oggi, per caso, mi sono imbattuta in un’intervista e così, da un momento all’altro, ho avuto come la sensazione di essere stata trasportata indietro nel tempo.

1400 quasi 1500? O 2016 quasi 1916?

Sono, ovviamente, assolutamente d’accordo sulle precisazioni riguardo l’attenzione necessaria. Certo, non è facile creare dolci senza glutine e, soprattutto, è indispensabile seguire tutte le procedure adatte a evitare ogni possibile contaminazione. Per carità, nessuno è obbligato a lavorare nel campo del senza glutine se non ha interesse a farlo ma questo fastidio con cui Massari parla dei celiaci non mi è piaciuto affatto.

Fortunatamente adulti e bambini celiaci possono gustare leccornie deliziose grazie a bravi e seri pasticceri, che si impegnano ogni giorno nel creare ottimi dolci senza glutine. Nonostante tutte le difficoltà che questo comporta.

I tempi cambiano, così come cambiano le necessità dei clienti, anche dei clienti delle pasticcerie. C’è chi decide di stare al passo con i tempi e chi preferisce restare chiuso nel proprio piccolo mondo antico.

Aggiornamento del 21/6/16:

Siccome alcuni affermavano che in realtà non avesse detto questa frase e avendo trovato svariate interviste, anche in video, ho scritto a Vanity Fair. A me piace vederci chiaro nelle cose 😉 😉. Mi hanno risposto che loro hanno riportato esattamente le parole usate da Massari durante l’intervista. Quindi, lui ha effettivamente usato quelle parole e non era uno stralcio di un’intervista precedente.

 

Il link all’intervista di Vanity Fair: http://www.vanityfair.it/vanityfood/piatti-d’autore/16/06/13/ricetta-crostata-iginio-massari

Il link ad un’altra intervista: http://www.mtchallenge.it/2015/04/mtc-n-47-intervista-al-maestro-iginio-massari.html  

Il link ad una video-intervista: https://www.youtube.com/watch?v=au_hRirCECY

2 thoughts on “Che vadano dal medico, non in pasticceria!

  • June 21, 2016 at 5:33 pm
    Permalink

    Ciao Sonia, grazie per l’aggiornamento! Ti scrivo di seguito il commento che ho lasciato all’articolo di Vanity Fair.

    Egregio Iginio Massari,
    ho letto e riletto la Sua intervista a Vanity Fair più volte prima di scriverle queste due righe. Leggevo l’articolo con la curiosità che mi contraddistingue e come estimatrice della sua professionalità sebbene io, i suoi dolci non li posso assaggiare, perchè come avrà capito sì, sono celiaca.
    Quando eccolo lì, in un articolo sulla crostata, nero su bianco, un riferimento a “noi celiaci”.
    Come lei sicuramente sa, la celiachia è una malattia autoimmune, non un capriccio, nemmeno una scelta nè tantomeno una moda.
    In ogni caso mi voglio comunque scusare se io o qualunque altro “celiaco” l’abbiamo importunata nella sua pasticceria sperando di poter assaggiare quegli splendidi dolci che tanto l’hanno resa popolare.
    Sa, noi celiaci siamo fatti così, a volte pecchiamo di presunzione pensando di poter godere anche di quelle piccole cose che per molti sono scontate, come un dolce per esempio.
    E ha assolutamente ragione, insigne Iginio Massari, quando parla di costi esorbitanti. Io li vivo quotidianamente sul mio portafoglio quando compro beni anche meno pregiati dei suoi dolci, come un pezzo di pane per esempio.
    Deve sapere che fortunatamente i tempi in cui per avere un bignè dovevamo andare in Farmacia sono passati, anche se, la voglio tranquillizzare, dal medico ci vado Insigne Iginio Massari.
    Le chiedo ancora scusa a nome di “Noi celiaci” se le abbiamo fatto l’inaudita richiesta ma non si spaventi non l’abbiamo scambiata per un medico ne tantomeno la sua pasticceria per una clinica. E’ che anche noi celiaci siamo golosi e ogni tanto ci proviamo…
    Cordiali saluti
    Elisa Lanciani

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  • June 19, 2016 at 11:24 am
    Permalink

    Vorrei provare a chiarire il senso delle parole del maestro Massari che è rimasto uno dei pochi a condividere veramente il sapere quando spiega il suo lavoro ( i suoi libri sono tra i pochi veramente chiari dove la ricetta porta ad ottenere buoni risultati a differenza di tanti altri sui colleghi ).
    Concordo con lei che abbia scelto le parole sbagliate ( sappiamo tutti bene che la celiachia non è un’allergia ) ma posso confermare con cognizione di causa che i numeri di cui parla nell’articolo corrispondono alla realtà, almeno per quanto riguarda le attività situate fuori da metropoli come Milano o Roma.
    Abbiamo un laboratorio dedicato alla produzione senza glutine e riusciamo a malapena a far tornare i conti giusto perchè finora in zona siamo gli unici ad avere la produzione dedicata e se aprisse un’altro laboratorio dubito reggeremmo entrambi .
    Purtroppo il costo delle ” materie prime certificate ” è molto più alto rispetto a quelle per la produzione di una pasticceria classica il che porta a creare un circolo vizioso dove il cliente compra solo 4 pasticcini di numero perchè parte già dal presupposto di spendere un capitale mentre poi in realtà parliamo di prezzi che vanno dai 90 cent fino all’ euro in base al peso per singolo pasticcino quindi abbastanza vicini ai prezzi della pasticceria classica.
    Mi permetto di concludere dicendole che tante attività aprono perchè questo viene proposto come il business del momento ma altrettanti chiudono, sempre parlando di numeri reali dall’inizio del 2016 hanno chiuso 3 negozi dove noi portavamo i nostri prodotti freschi e di conseguenza le nostre entrate mensili sono calate di conseguenza … capisco il punto di vista dle celiaco ( siamo 3 in famiglia ) ma spesso vediamo solo la parte delle cose che ci interessa ignorando tutto il resto.

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